Posts tagged UNINFO
Normalizzazione dell’ICT in europa
Jul 23rd
Ho letto il draft del libro bianco sull’ammodernamento della normalizzazione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nell’UE ed ho già compilato il relativo questionario da buon rappresentante della commissione italiana in UNI e consiglio di compilarlo anche a voi perchè ritengo che questa è una questione davvero importante sulla quale occorre investire del tempo. Affrontare questo argomento *dovrebbe* essere considerato un investimento sia per le aziende italiane, le quali si troveranno a breve a dover rispettare in maniera rigida i requisiti di applicazione che vengono vincolati da normative *globali*, sia per noi tutti in qualità di cittadini *consumatori* di tecnologie che nel tempo dovranno sempre di più tendere verso un alto grado di interoperabilità tra sistemi ed architetture su cui si baseranno i nuovi sistemi informativi che utilizzeremo.
Nel 2007 il fatturato del comparto europeo nell’ICT ammontava a 670 MLD di euro all’interno di un mercato formato dal 93% di PMI che a loro volta occupavano circa il 5% dell’intera popolazione lavorativa europea. Sono numeri importanti, pensate che in questi particolari scenari si hanno le revenue maggiori: considerando che il 5% della popolazione attiva è pari a circa 15ML di individui, per ogni impiegato, in questo specifico comparto, si ha un risultato annuo di circa 4ML di euro.
La UE non ha intenzione di sostituirsi ai consorzi internazionali che da anni elaborano e propongono gli standard o specializzarne la struttura o l’utilizzo nel perimetro territoriale di sua competenza, vuole invece ammodernarsi e partecipare attivamente ai lavori adottando internamente i principi e le caratteristiche proprie del WTO.
Gli argomenti sono attuali e ripeto molto importanti, vi invito ancora una volta a leggere il documento e riflettere assieme su questo importante lavoro di adeguamento.
Informazioni aggiuntive possono essere trovate qui.
Armonizzare i nuovi formati documentali
Jan 20th
Sono tornato da poco dalla riunione del gruppo di lavoro italiano afferente al SC34/WG5 dedicato alla discussione su di una possibile implementazione di mappature funzionali da e per ISO 29500 (Office Open XML), ISO 26300:2006 (Open Document Format). Prima di condividere alcune idee *devo* farvi notare che OASIS a livello internazionale non ha alcun membro in questo gruppo di lavoro: ciò significa che la discussione su questi due formati documentali rischia di dover avere alcune fasi transitorie di ulteriore analisi.
Non entro nel dettaglio della discussione e dei ragionamenti, anche perchè molto probabilmente l’Italia avrà un ruolo molto importante in questo gruppo di lavoro, grazie anche all’intensa attività di analisi che il WG5 sta portando avanti in questi ultimi mesi.
Voglio comunque sollevare una questione, per me importante, forse una delle prime anomalie frutto dell’impatto di questi nuovi standard con il mercato: cioè il disallineamento della versione standard di ODF 1.0 (ISO 26300:2006) con quella attualmente in circolazione incluso nel pacchetto Open Office, ovvero ODF 3.0
Da tempo la codifica dello standard è passata da ISO 26300 a ISO 26300:2006, questo ci aiuta a fare chiarezza tra ciò che è uscito fuori dal processo di standardizzazione e ciò che invece forse sarà nel divenire. Infatti, data la crescita di ODF si renderà necessario riproporre, quindi revisionare 26300:2006 e confrontarlo con la nuova release, quindi dare vita ad un nuovo ISO 26300:2009.
Nessuna colpa di OASIS, è ovvio, ognuno fa ciò che vuole, ma questo deve essere un aspetto da considerare in un processo di armonizzazione che non può non prevedere la crescita di uno o dell’altro standard.
Nel caso di ODF, attraverso l’integrazione con Open Office si è avuto un grande numero di feedback dovuti alla commercializzazione del software che altrimenti non sarebbero mai pervenuti e/o recepiti attraverso vie maggiormente ufficiali.
E’ bene ricordare che ogni formato documentale è costruito sopra la definizione di regole, schemi ed entità che concorrono alla composizione del set disponibile di oggetti e funzionalità che ne caratterizzano la versione … quasi una sorta di espressività del formato documetale. Queste particolarità incidono sia sull’aspetto prettamente sintattico che sull’aspetto delal modellazione delle entità che compongono il formato documentale.
Per intenderci, vi porto un esempio: sintatticamente una tabella in OOXML si definisce nel modo seguente
1: <w:tbl>
2: <w:tr>
3: <w:tc>
4: <w:p>
5: <w:r>
6: <w:t>Text for Row 1 Col 1 </w:t>
7: </w:r>
8: </w:p>
9: </w:tc>
10: </w:tr>
11: <w:tbl>
ma ad un livello più alto di definizione occorre leggere attentamente il file schema di riferimento e la descrizione dell’entità tabella nella documentazione ufficiale.
Basare una implementazione di un qualsiasi sistema di mappatura che permetta l’interscambio di informazioni, quindi l’armonizzazione tra un formato documentale e l’altro deve considerare esclusivamente la definizione e ri-elaborazione di specifiche documentali a livello di *modellazione*, senza quindi aver bisogno di scendere a livello sintattico nel processo di analisi, in questo caso, dello standard di riferimento.
Sempre più nel corso dei mesi/anni avremo bisogno di ragionare su questa strada: il mercato e le varie comunità di esperti rivaluterà la struttura dei nuovi standard documentali sempre più spesso, aggiungendo o *aggiustando* gli aspetti funzionali del formato documentale. Questa è una delle questioni che ritengo più importante durante questo tentativo di armonizzazione.
