Posts tagged ODF
Piccola sorpresa di Sun per Office
Apr 20th
Sun ha deciso di far pagare 90 dollari il plug-in per OOXML Office disponibile per OpenOffice fino a poco tempo in maniera gratuita. Non capisco questa strategia, mi limito a dire che sia fatideosissima.
The plug-in was never open source. It was just free. So, Oracle isn’t reversing an open source promise. But it is charging $90 for a plug-in. The Home and Student edition of Microsoft Office 2007 costs $149.95, and the standard edition is $399.94. So, even if we’re kind, the cost of four plug-ins buys you the entire suite (read more)
Microsoft Office SharePoint Server SP2
Apr 29th
Post *di servizio* per segnalarvi l’uscita della SP2 per MOSS/WSS. L’aggiornamento di SharePoint alla SP2 è molto importante per chi volesse trovarsi in vantaggio per l’upgrade alla prossima versione di MOSS (2010). Qui trovate la lista completa di fixed e features apportate.
Visto che è tempo di aggiornamenti vi consiglio di non perdere anche la SP2 per Microsoft Office 2007 che permette l’apertura di documenti ODF 1.1 la loro modifica ed il conseguente salvataggio in *.odt,*.ods e *.odp direttamente da Word.
Armonizzare i nuovi formati documentali
Jan 20th
Sono tornato da poco dalla riunione del gruppo di lavoro italiano afferente al SC34/WG5 dedicato alla discussione su di una possibile implementazione di mappature funzionali da e per ISO 29500 (Office Open XML), ISO 26300:2006 (Open Document Format). Prima di condividere alcune idee *devo* farvi notare che OASIS a livello internazionale non ha alcun membro in questo gruppo di lavoro: ciò significa che la discussione su questi due formati documentali rischia di dover avere alcune fasi transitorie di ulteriore analisi.
Non entro nel dettaglio della discussione e dei ragionamenti, anche perchè molto probabilmente l’Italia avrà un ruolo molto importante in questo gruppo di lavoro, grazie anche all’intensa attività di analisi che il WG5 sta portando avanti in questi ultimi mesi.
Voglio comunque sollevare una questione, per me importante, forse una delle prime anomalie frutto dell’impatto di questi nuovi standard con il mercato: cioè il disallineamento della versione standard di ODF 1.0 (ISO 26300:2006) con quella attualmente in circolazione incluso nel pacchetto Open Office, ovvero ODF 3.0
Da tempo la codifica dello standard è passata da ISO 26300 a ISO 26300:2006, questo ci aiuta a fare chiarezza tra ciò che è uscito fuori dal processo di standardizzazione e ciò che invece forse sarà nel divenire. Infatti, data la crescita di ODF si renderà necessario riproporre, quindi revisionare 26300:2006 e confrontarlo con la nuova release, quindi dare vita ad un nuovo ISO 26300:2009.
Nessuna colpa di OASIS, è ovvio, ognuno fa ciò che vuole, ma questo deve essere un aspetto da considerare in un processo di armonizzazione che non può non prevedere la crescita di uno o dell’altro standard.
Nel caso di ODF, attraverso l’integrazione con Open Office si è avuto un grande numero di feedback dovuti alla commercializzazione del software che altrimenti non sarebbero mai pervenuti e/o recepiti attraverso vie maggiormente ufficiali.
E’ bene ricordare che ogni formato documentale è costruito sopra la definizione di regole, schemi ed entità che concorrono alla composizione del set disponibile di oggetti e funzionalità che ne caratterizzano la versione … quasi una sorta di espressività del formato documetale. Queste particolarità incidono sia sull’aspetto prettamente sintattico che sull’aspetto delal modellazione delle entità che compongono il formato documentale.
Per intenderci, vi porto un esempio: sintatticamente una tabella in OOXML si definisce nel modo seguente
1: <w:tbl>
2: <w:tr>
3: <w:tc>
4: <w:p>
5: <w:r>
6: <w:t>Text for Row 1 Col 1 </w:t>
7: </w:r>
8: </w:p>
9: </w:tc>
10: </w:tr>
11: <w:tbl>
ma ad un livello più alto di definizione occorre leggere attentamente il file schema di riferimento e la descrizione dell’entità tabella nella documentazione ufficiale.
Basare una implementazione di un qualsiasi sistema di mappatura che permetta l’interscambio di informazioni, quindi l’armonizzazione tra un formato documentale e l’altro deve considerare esclusivamente la definizione e ri-elaborazione di specifiche documentali a livello di *modellazione*, senza quindi aver bisogno di scendere a livello sintattico nel processo di analisi, in questo caso, dello standard di riferimento.
Sempre più nel corso dei mesi/anni avremo bisogno di ragionare su questa strada: il mercato e le varie comunità di esperti rivaluterà la struttura dei nuovi standard documentali sempre più spesso, aggiungendo o *aggiustando* gli aspetti funzionali del formato documentale. Questa è una delle questioni che ritengo più importante durante questo tentativo di armonizzazione.
