SharePoint 2010 & Sandbox Solution
Questa novità introdotta in SharePoint 2010 ed ampiamente discussa all’ultima SharePoint Conference di Las Vegas apre scenari davvero interessanti per quanto riguarda lo sviluppo di applicazioni integrate in SharePoint anche e *sopratutto* per chi ha intenzione di lanciarsi nel *The Cloud*. La particolarità più importante delle Sandbox risiede nel poter decidere a livello di SPSite quali soluzioni abilitare e con quale livello di sicurezza applicativa farle girare, considerando che queste vengono eseguite in un processo separato a quello proprio di SharePoint.
Il vantaggio di avere a disposizione un ambiente di deploy integrato e che utilizzi le particolarità del filesystem *virtuale* proprio di SharePoint da una parte rappresenta un vantaggio e dall’altra deve rappresentare un alert per quanto riguarda prestazioni ed accesso alle risorse dell’applicazione.
Come ho anticipato, le Sandbox solution sono adatte ad una visione architetturale che faccia uso dei servizi online propri delle soluzioni *In the Cloud*, anche perchè queste ultime utilizzano un subset di API di SharePoint non piccolo ma comunque non completo. I limiti esistono anche per quanto riguarda l’accesso ai dati che non può essere diretto (Data Layer) ma logico: un ottimo esempio è quello di utilizzare dei Business Connectivity Services come sorgente dati, quindi manipolarli.
Tenete bene in mente che sono uno scenario di business molto appetibile ma non devono essere utilizzate come oggetti che garantiscono una *portabilità* di soluzioni legacy verso SharePoint 2010. Hanno un preciso target di applicazione e come le stesse novità introdotte anche nei WorkFlow (Site Level) ci devono far pensare ad uno scenario architetturale in cui applicazioni , il più possibile smart, condividono risorse e logica di comportamento comuni.


