Uno dei chiarimenti più importanti che sono frutto dell’ultima riunione di Seattle, da parte del JTC1/SC34 WG4 sta proprio nella specificità della correlazione tra documenti che basano la loro definizione su schemi transitional e strict. Dalla nascità di ECMA 376 fino ad oggi, ovviamente, è stata fatta moltissima strada, ISO 29500 è sostanzialmente diverso da ECMA 376 e queste differenze saranno presto documentate in maniera puntuale.

La parte transitional dello standard quindi riflette la specificità degli schemi su cui si basa ancora oggi ECMA 376, mentre la restante parte strict  è specifica per ISO 29500. Fino a qui nessuno pone alcun dubbio, la situazione è molto chiara … un pochino meno intuitiva invece è la sempre più frequente possibilità di gestire nello stesso tempo la visualizzazione, conversione o gestione di dati che provengono da ECMA 376 verso ISO 29500 o viceversa.

In questo specifico caso è utile sapere che la parte transitional in realtà è l’insieme della parte strict in aggiunta alla parte relativa ad ECMA 376, non è vero invece che la parte strict è un sub-set di quella transitional. In altri termini l’interoperabilità tra questi due formati documentali oggi si basa sulla generazione di una parte transitional che si limita ad estendere la restante parte strict con delle regole e costrutti propri di ECMA 376.

Ovviamente la parte transitional non si evolverà, anzi questo approccio permette, nel tempo la naturale evoluzione della sola parte strict a discapito delle specifiche proprie di ECMA 376 che mano a mano andranno a finire nel dimenticatoio. La stessa ECMA, nelle versioni future si organizzerà per allineare l’evoluzione di ISO 29500 ad ECMA 376.

Intanto, dal punto di vista del mercato c’è il silenzio più totale … qualcuno si sta iniziando a preoccupare! Vedremo cosa accadrà nei prossimi mesi.