Archive for August, 2009
Autorevolezza in vendita
Aug 31st
Apprendo ora da Luca che blogbabel è in vendita in quanto l’ideatore e gestore, Ludovico Magnocavallo, pare abbia altri impegni e non possa investire altre risorse nel progetto! Blogbabel rappresenta in Italia il primo esperimento di *aggregazione* di contenuti (tra qui anche il mio blog) ad avere avuto un successo mediatico importante. Il servizio ha già avuto dei trascorsi periodi di inattività e segue, giustamente, gli umori e le questioni lavorative del suo autore. BlogBabel si basa su Pyton/Django – MySQL, non conosco i pattern che sono dietro l’idea implementativa ma non *credo* siano di tipo agile. Per quanto riguarda l’idea, penso che l’autore sia partito dall’esempio di technorati cercando di fare meglio di BlogItalia.
Cosa si mette in vendita per un prezzo base di 4.999 euro?
- The domain name (blogbabel.com)
- Exclusive ownership of the source code, except for the few bits I got from or used in my other projects (my feed parser library, the blog app, and a few small libraries that I wrote and currently use in most of my Django work) which you will get without an exclusive license, and can be easily swapped out anyway
- A database with more than 3 years of indexed posts (> 30 GB)
- Instructions on how to set up the service, including 4 hours of assistance with setting it up
A dir la verità non credo siano queste le specifiche dell’asta che possono attirare eventuali compratori, piuttosto credo maggiormente nella messa in vendita dell’autorevolezza della blogosfera italiana che il servizio ha cercato di misurare negli anni.
Blogbabel non vive di vita propria è un servizio che ha, nel bene o nel male, una significativa responsabilità sociale e non può avere un prezzo base di partenza. Dal punto di vista di progetto, la sua architettura potrebbe essere ingegnerizzata e resa disponibile su SourceForge per poi lasciare in vendità esclusivamente il dominio internet.
E’ un’ottima provocazione quella di Ludovico e spero rimanga tale! BlogBabel ha dato lavoro a molti *blogger* italiani che hanno approfittato del ranking per elevarsi al ruolo di *professionisti* della comunicazione o più in generale del Web 2.0. Una emancipazione cercata, voluta e alcune volte sofferta a cui alcuni stupidi giornalisti hanno attribuito un certo peso.
Non credo quindi che BlogBabel possa essere messo in vendita in quanto le sue particolarità non possono, ad oggi, *essere inscatolate e posizionate su di uno scaffale*. Mi meraviglierei invece se dopo quest’ennessimo urlo nel vuoto, Ludovico non possa contare invece su di un livello di attenzione maggiore che possa aiutare il progetto a crescere in maniera seria, senza avere la necessità di soffrire la patetica autorevolezza della blogosfera italiana.
scatole cinesi…
Aug 28th
Avete mai speso cinque minuti della vostra *utile* esistenza per riflettere sull’influenza del business nei confronti dell’innovazione? Siamo contornati da una innumerevole quantità di prodotti, tecnologie che si aggrovigliano tra loro in funzione del ben definito quanto irremovibile livello di *budget* da raggiungere.
Le persone sembrano essere rimaste ferme, le soluzioni software invece seguono una linea di evoluzione dettata esclusivamente dal rendiconto e non dal fabisogno umano. Prendiamo ad esempio il campo della medicina, si fa ricerca in base alle necessità mediche conosciute o di cui sono note particolari condizioni o scenari di sviluppo. Anche nel campo dell’ingegneria civile, tutto sommato si lavora in questo modo … tranne che per alcuni architetti che sono disposti a farti fare la pipì su di un water largo 20cm ed alto 1 metro e mezzo, ma si sa loro sono fatti cosi!
La tipica riluttanza degli individui comuni nel condividere la conoscenza è frutto di una contromisura, a mio avviso propria del DNA, nei confronti dell’apporto forzato ed ingiustificato rappresentato dalla tecnologia senza se e senza ma. L’aveva detto anche Microsoft qualche tempo fa: Are your people ready? E’ stata buona tutto sommato, è l’unica che ci ha avvertito!!!
A trentuno anni, se dovessi fare un resoconto di quanto ho assimilato negli ultimi 4, ammetterei che il grado di approfondimento di determinate materie o tecnologie è molto più basso che in passato. Non credo dipenda dal fatto che stò invecchiando, credo sia imputabile al fatto che siamo di fronte ad una evoluzione tecnologica che è sempre più distaccata dalla logica e dalle nostre attese. Io, come tutti quelli che fanno il mio stesso lavoro, mi reputo fortunato, sono uno di quelli che non subiscono la tecnologia in maniera passiva ma concorrono (cercano di concorrere) alla propria formazione.
Pensate invece ad un impiegato che lavora in una azienda la quale investe in maniera massiva in soluzioni software avanzate: credete che l’efficienza di questa persona sia aumentata notevolmente in questi ultimi anni? No. L’impiegato, come ogni essere umano è un animale abbitudinario (come diceva qualcuno anni addietro), passa anni a studiare una propria metodologia di sopravvivenza che non è legata all’operatività del proprio compito. Le stesse aziende continuano a sbagliare: affiancano i nuovi assunti a persone con esperienza: mai errore può essere più grande! C’è addirittura chi si vanta di questo approccio chiamandolo *interscambio* di conoscenza.
La spiegazione di tutto questo non può essere esaurita in due parole senza offendere nessuno, la cosa importante è capire bene la sottile distinzione che c’è tra una metodologia di per se *pura* ed il bisogno concreto del mercato. Da questo concetto derivano due diverse responsabilità: la prima di solito io la chiamo *responsabilità sociale* di chi fa tecnologia, l’altra è quella *aziendale* cioè di chi la mette a disposizione all’interno dell’organizzazione. E’ proprio qui che si formano le scatole cinesi.
Ancora una volta ripeto che la soluzione non sta nel software ma nelle persone, nella loro capacità di utilizzare uno strumento per raggiungere un determinato scopo. Ovviamente questo ragionamento ha un limite che è segnato dall’età e dal tipo di lavoro che si svolge ma in assoluto rimane un ottimo modello di pensiero e che può essere applicato con facilità anche al di fuori del campo ristretto della tecnologia.
People as middleware dovrebbe essere il motto di chi fa tecnologia e non limitarsi a creare necessità per penetrare il mercato. Solitamente una tecnologia risolve dei bisogni e non ne crea di nuovi per evitare plusvalenze economiche e di vendita. Ecco le scatole cinesi quindi, una miriade di estensioni, specificazioni e riproposizioni di cose fatte male, già vecchie o troppo verticali.
Abbiamo già sorpassato di molto il punto del non ritorno, da quando abbiamo abbandonato RPC per adottare SOAP e poi riabbandonarlo per il REST … e magari intanto le FrontPage Extension le toglieranno per poi riproporle tra qualche decennio!! Senza considerare che oramai il Web 2.0 è diventato proprietà dei commerciali: sei figo se, scrivi cosi, tagga di quà, pinga di la e ciccicia … manca della sincerità in tutto questo, stiamo rischiando seriamente di scoprire che *tutti noi* in questi anni abbiamo soltanto partecipato ad un planetario sondaggio di mercato.
SharePoint 2010: Ambiente di sviluppo
Aug 27th
Le prerogative della nuova architettura server di SharePoint 2010 si ripercuotono notevolmente anche sull’ambiente di sviluppo. In questo caso esistono diverse strade da percorrere a seconda della necessità più o meno stringente di sviluppare soluzioni più o meno complete sul nuovo prodotto.
In linea di massima considerando che una installazione di SharePoint consumi circa 4GB di RAM occorre dotarsi di una macchina x64 con 8 Gb di RAM, emulare la parte server e sviluppare possibilmente con Visual Studio 2010 cosi da sfruttare le potenzialità dei nuovi tool e SDK attualmente non disponibili pubblicamente.
Se invece il budget può essere spostato sull’infrastruttura di sistema, cosa sempre buona e giusta, allora potete utilizzare l’emulazione di più macchine di FE tramite Hiper-V su Windows Server 2008 e magari rimanere con i classici 4GB sul desktop, ovviamente sempre su x64. Una cosa che si potrebbe fare, come ho già scritto e messo in pratica più volte, è estendere parte dell’infrastrttura FARM con le vostre VM locali.
Il vero problema comunque lo avrà chi, come me o Gab spesso effettua demo, POC o partecipa a conferenze. Qui la situazione si complica un pochino. Se con MOSS un classico laptop con 4Gb di RAM bastava, magari facendo una attenta configurazione dei background service della FARM ora occorre effettuare un ivnvestimento anche sulle postazioni *portatili*, a meno che non abbiate intenzione di far diventare *portabile* il vostro desktop.
Esistono già interessanti soluzioni sul mercato, ad esempio DELL propone i primi laptop con misure decenti (per me max 13 pollici pls) e ad alte prestazioni. Oltre Inspiron stò guardando con attenzione la serie XPS (anche quad core .. ma serve?) che è veramente spettacolare. Vediamo su cosa cadrà la mia scelta, ovviamente consigli sono i ben venuti … basta che non mi appioppate un 17 pollici che pesa una tonnetllata!!
La prima beta pubblica di SharePoint 2010 non uscirà, credo, prima del prossimo marzo, quindi avete tempo per organizzarvi.
Knowledge Box – Dolomiti Edition 2009
Aug 25th
Se siete dalle parti di Bolzano il 14 Settembre non potete perdere l’occasione di assistere all’edizione Dolomiti del kBox. Evento gratuito in collaborazione con Microsoft e Systems. L’agenda come sempre è ricca di interventi incentrati sul KM e BPM con reali casi di studio di partner e clienti … ovviamente non può mancare l’intervento di Mariano Corso, direttore dell’Osservatorio Enterprise 2.0.
Di seguito i dettagli dell’agenda, per info e registrazioni qui:
- 14.00 – Registrazione / Presentazione del convegno
- 14.15 – Enterprise 2.0: la tecnologia per superare la crisi (M. Corso)
- 15.15 – Fondamenti di Knowledge e Business Process Management (G. Marrè)
- 16.00 – Coffee Break
- 16.30 – Le componenti tecnologiche di un sistema di Knowledge Management (P. Manzini)
- 17.15 – Microsoft SharePoint: l’infrastruttura di base per un sistema di Gestione Documentale (G. Schmidt)
- 18.00 – Domande & Risposte/Chiusura dei lavori
Mi sono perso l’ECM …
Aug 25th
Ho difficolta a ritrovare il sottosistema di Enterprise Content Management (ECM) in SharePoint 2010. Diversi paradigmi hanno accompagnato l’evoluzione del prodotto dal 2003 ad oggi: se all’inizio l’ECM ha composto la struttura portante di SharePoint PortalServer 2003 in MOSS l’Application Platform di riferimento lo ha messo in uno dei 6 livelli funzionali dell’architettura ed ora sembra ancora di più *rimpicciolito* nel nuovo paradigma di Business Collaboration Platform.
A dire il vero c’è ancora ma è difficile da trovare, occorre spulciare i nuovi livelli funzionali che sono: Sites, Communities, Content, Search, Insights, Composites. Lo abbiamo trovato (Content) ma ha perso un pezzo della sua definizione iniziale (Content Management) e questo ha una spiegazione molto chiara a mio avviso.
La risposta si trova nel nuovo concetto di collaborazione introdotto in Office 2010 cioè la re-visitazione del livello di intraoperabilità dei prodotti Microsoft. La famiglia di Office 2010 aumenta di nuovi tool di produttività individuale o di gruppo, non a caso abbiamo SharePoint Workspace 2010 (Groove con la cravatta) e punta sull’imposizione di un nuovo modello di condivisione dei contenuti (Office 2010 WebApplication). Tutto ciò significa che il concetto di *management* è stato spostato, quasi del tutto ridefinito verso i tool di Office Automation.
SharePoint 2010 si posiziona al centro di una architettura di collaborazione ri-definita dalla specializzazione dei tool client.
Non necessita di gestire direttamente i dati, creare correlazione tra essi ma semplicemente funge da *contenitore di content* (passatemi il termine). Una importante novità questa, non c’è che dire, sicuramente frutto di una visione di mercato molto netta.
Questa diversa struttura, dal punto di vista tecnico, permette ovviamente di spostare tutta la parte di elaborazione e ricerca in maniera molto *stretta* rispetto al sistema operativo (only x64 ovviamente). Prepariamoci a dover gestire n istanze di servizi di windows con la coscenza di aver del tutto distrutto la parte di shared services che esistevano nella versione precedente.
job seekers: top ten employeer
Aug 24th
Dove desiderano lavorare i laureati italiani? Ho terminato di leggere gli estratti dell’indagine EBPS (Employeer Brand Position Survey), uno studio promosso da Monster Italia in collaborazione con Anthea Consulting che ha coinvolto 5.500 job seekers (inoccupati). Di questi 1.000 neolauireati senza esperienza lavorativa con età media di 25 anni, 1.320 laureati con esperienza lavorativa di almeno tre anni con una età media di 29 anni e 3.080 laureati con esperienza lavorativa di oltre tre anni con una media di età pari a 36 anni.
Best Employeer Of Choice 2008
| 1° | Ferrari | 5,65% |
| 2° | Barilla | 3,98% |
| 3° | Ferrero | 3,85% |
| 4° | Coca Cola HBC Italia | 3,58% |
| 5° | L’Oreal | 3,31% |
| 6° | Gruppo Eni | 2,95% |
| 6° | 2,95% | |
| 7° | Giorgio Armani | 2,89% |
| 8° | Procter & Gamble | 2,84% |
| 9° | Nokia | 2,27% |
| 10° | IBM | 1,95% |
I dati generali presentano una situazione di parità tra le aziende italiane (prime 5) e le restanti multinazionali straniere: occhio manca clamorosamente Microsoft che invece compare nelle prime 10 della più conosciuta Great Place To Work. La ricerca tutavia continua la suddivisione di questi dati generali nelle tre sezioni in cui l’intervista si è composta differenziandola per fascia di età:
Best Employeer Of Choice 2008 (Recent Graduates)
| 1° | Barilla | 4,23% |
| 2° | Ferrari | 4,05% |
| 3° | Procter & Gamble | 3,70% |
| 4° | Gruppo Eni | 3,17% |
| 5° | Coca Cola HBC Italia | 3,00% |
| 6° | 2,91% | |
| 7° | Ferrero | 2,73% |
| 7° | L’Oreal | 2,73% |
| 8° | Intesa San Paolo | 2,56% |
| 9° | Diesel | 2,38% |
| 10° | BNL | 2,20% |
| 10° | Giorgio Armani | 2,20% |
| 10° | Gucci | 2,20% |
Best Employeer Of Choice 2008 (Young Professional)
| 1° | Ferrari | 4,74% |
| 2° | Ferrero | 4,29% |
| 3° | Coca Cola HBC Italia | 4,14% |
| 4° | 4,06% | |
| 5° | Barilla | 3,54% |
| 6° | Gruppo Eni | 3,46% |
| 7° | Procter & Gamble | 2,93% |
| 8° | Nokia | 2,71% |
| 9° | Gruppo FIAT | 2,48% |
| 10° | Giorgio Armani | 2,41% |
| 10° | L’Oreal | 2,41% |
Best Employeer Of Choice 2008 (Senior Managers)
| 1° | Ferrari | 6,57% |
| 2° | Barilla | 4,03% |
| 2° | Ferrero | 4,03% |
| 3° | L’Oreal | 3,87% |
| 4° | Coca Cola HBC Italia | 3,51% |
| 5° | Giorgio Armani | 3,32% |
| 6° | Gruppo Eni | 2,60% |
| 7° | 2,44% | |
| 7° | Procter & Gamble | 2,44% |
| 8° | Nokia | 2,24% |
| 9° | Heineken | 1,82% |
| 10° | IBM | 1,72% |
Ferrari si mantiene prevalentemente in testa assieme a Barilla e Ferrero seguite dalle classiche dello scenario industriale italiano. IBM piace esclusivamente ai managers con la pancia e ci fa capire quanto essa e Microsoft siano lontane oggi dal comune senso di tecnologia e di innovazione … stanno soffrendo di un processo di svecchiamento forzato che non sembra giovargli più di tanto agli occhi di giovani speranzosi.
I dati invece che suscitano qualche scalpore sono quelli che riguardano gli istituti finanziari per la parte (Recent Graduates) grazie anche, credo, alla forte presenza di best practices che sono introdotte in Università e che riguardano i più moderni istituti di credito che sono oggi presenti in Italia.
Per il resto le classifiche sono chiare, non ci si concentra su di uno specifico settore di attività ma si guarda sopratutto al fatturato e alla locazione geografica (Nord-Ovest).
Ricominciamo …
Aug 24th
Le ferie sono terminate, di nuovo in ufficio anche se, riguardo il lavoro in realtà non ho mai staccato la spina in maniera *definitiva*. Quest’anno ho trascorso le vacanze a San Benedetto del Tronto dove risiedo, erano un bel pò di anni che non passavo un ferragosto dalle mie parti … vecchi amici, nuove conoscenze e qualche bevuta assieme mi hanno fatto ripensare su parecchie questioni che riguardano gli impegni per i prossimi mesi. Vedremo di fare un resoconto verso dicembre, vi terrò informati!! Vi auguro anche a voi un buon rientro a lavoro … ci sentiamo prestissimo!
SharePoint Conference 2009 – Session Sneak Peek
Aug 13th
Finalmente sono uscite le traccie delle sessioni per la MS SharePoint conference che si terrà il prossimo 19 ottobre a Las Vegas. Di seguito gli argomenti principali su cui sarà costruita l’agenda dei 15000 minuti di interventi:
- SharePoint 2010 Overview and What’s new
- Upgrading to SharePoint 2010
- SharePoint 2010 Capacity and Performance Planning
- SharePoint 2010 Security and Identity Management: what’s new
- Visual Studio 2010 Tools for Office Development
- SharePoint 2010 Ribbon, ECMA Script and Dialog Framework Development
- Developing with REST and LINQ in SharePoint 2010
- Upgrading SharePoint 2007 Code to SharePoint 2010
- Building SharePoint Composite Application with the Microsoft Application Platform
- What’s new in Business Connectivity Services
- FAST Search for SharePoint
- Advanced Dashboard Creation with PerformancePoint Services for SharePoint 2010
- Overview of Visio 2010 and Visio Services for SharePoint 2010
- SharePoint 2010 web Content Management
Sono coperti oltre gli aspetti sistemistici ed architetturali anche i nuovi scenari applicativi e di collaborazione con il mondo dell’Office Automation. Personalmente sono molto interessato alla parte che introduce le novità introdotte nei Business Data Catalog che ora evolvono verso il concetto più generale di Business Connectivity Services, alla manutenzione del codice scritto per MOSS 2007, i nuovi Visual Studio 2010 Tools for Office Development, il nuovo Object Model di SharePoint 2010 e all’integrazione delle nuove tecnologie (REST e LINQ). Dal punto di vista architetturale credo sia molto importante capire bene le particolarità dei nuovi Capacity & Performance Planning.
Vedremo più avanti di capire il contenuto delle track e la schedulazione delle sessioni, per ora quindi ci dobbiamo accontantare di questa piccola anteprima!
