Ho letto il draft del libro bianco sull’ammodernamento della normalizzazione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nell’UE ed ho già compilato il relativo questionario da buon rappresentante della commissione italiana in UNI e consiglio di compilarlo anche a voi perchè ritengo che questa è una questione davvero importante sulla quale occorre investire del tempo. Affrontare questo argomento *dovrebbe* essere considerato un investimento sia per le aziende italiane, le quali si troveranno a breve a dover rispettare in maniera rigida i requisiti di applicazione che vengono vincolati da normative *globali*, sia per noi tutti in qualità di cittadini *consumatori* di tecnologie che nel tempo dovranno sempre di più tendere verso un alto grado di interoperabilità tra sistemi ed architetture su cui si baseranno i nuovi sistemi informativi che utilizzeremo.

Nel 2007 il fatturato del comparto europeo nell’ICT ammontava a 670 MLD di euro all’interno di un mercato formato dal 93% di PMI che a loro volta occupavano circa il 5% dell’intera popolazione lavorativa europea. Sono numeri importanti, pensate che in questi particolari scenari si hanno le revenue maggiori: considerando che il 5% della popolazione attiva è pari a circa 15ML di individui, per ogni impiegato, in questo specifico comparto, si ha un risultato annuo di circa 4ML di euro.

La UE non ha intenzione di sostituirsi ai consorzi internazionali che da anni elaborano e propongono gli standard o specializzarne la struttura o l’utilizzo nel perimetro territoriale di sua competenza, vuole invece ammodernarsi e partecipare attivamente ai lavori adottando internamente i principi e le  caratteristiche proprie del WTO.

Gli argomenti sono attuali e ripeto molto importanti, vi invito ancora una volta a leggere il documento e riflettere assieme su questo importante lavoro di adeguamento.

Informazioni aggiuntive possono essere trovate qui.