Archive for July, 2009

people as middleware: il manifesto

La corrente si sta consolidando, stiamo vivendo la fase di practice. Il bisogno di vivere la tecnologia oramai è azione concreta per i nuovi utenti. Le persone ora fanno la tecnologia, muovono il mercato del software secondo le proprie necessità.

Loro sono i nuovi intermediari del software, sono diventate verticali alle piattaforme e alle tecnologie abilitanti che le sorreggono. Le persone oggi sono in grado di gestire transazioni, di scegliere il passo più breve da compiere per concludere un determinato processo.

La conoscenza rimane propria delle persone, queste hanno bisogno soltanto di scegliere un mezzo tecnologico il più specializzato possibile. Il modello Software As Service funziona per piccoli e determinati componenti software, basta con il complicato esercizio di snellire sistemi complessi ed arcaici ora le persone hanno le informazioni per poter scegliere.

La contestualizzazione delle comunità virtuali aiutano le persone a creare una propria identità digitale, un nuovo stile di vita una leggera e sensazionale voglia di prendere parte alla disucssione.

Non esistono più gli utenti, quest’ultimi appartengono ad una specializzazione dell’essere umano in via di estinzione ora i software prendono vita su modello delle persone, esse sono le uniche a poter decidere se, dove e quando muoversi all’interno di soluzioni software.

Il Web 2.0 si sta ritorcendo contro le major del software, esse hanno voluto sperimentare su larga scala una nuova idea puramente commerciale e si stanno rendenco conto che hanno contribuito soltanto alla crescita della consapevolezza delle persone che oggi sanno scegliere.

Il middleware per definizione accellera il completamento delle richieste da e per livelli diversi del software, rendendo ogni collegamento, ogni transazione il più efficiente possibile. Le persone oggi fanno proprio questo, sono al centro dell’enorme infrastruttura che è la rete, suddivisa in modi di pensare, modi di videre, modi di produrre.

Il grande livello di concentrazione di dati oggi è gestibile soltanto attraverso le persone, esse non hanno bisogno di sapere cosa c’è dietro, qual’è l’infrastruttura: hanno bisogno soltanto di conoscere cosa c’è a livello applicativo. Esse sono in grado di gestire i dati in maniera neurale senza per questo perdere il significato semantico delle informazioni che gestiscono.

Ogni persona è di per se un middleware del proprio modo di operare, del proprio modo di portare a termine processi produttivi siano essi economici che sociali. 

Il livello di coscenza che oggi hanno le persone circa la presenza di se stesse in rete è l’indicatore più efficace per misurare la bontà o meno di un prodotto software di nuova generazione.

Ognuno di noi può fare del software, oggi le persone hanno la possibilità di realizzare le proprie idee secondo le proprie necessità.

it Consult e Gartner

Non scrivo spesso di ciò che accade in azienda anche se ne avrei da raccontare parecchie … questa volta invece faccio uno strappo alla regola e condivido assieme a voi un grande successo aziendale. it Consult compare ufficialmente nel report Gartner di analisi dei player EMEA per soluzione che rigurdano l’universomondo del BPM.

Il documento non è pubblico ma con una certa soddisfazione posso dire che è l’unico player italiano ad avere una soluzione completa per i seguenti segmenti organizzativi:

  • Document Management
  • Document Capure
  • WorkFlow
  • DOM/IDARS (Document/Content Management Platform)
  • E-Forms
  • E-Mail Archive

Microsoft SharePoint Conference 2009

Da tempo sono aperte le iscrizioni all’edizione 2009 della Microsoft SharePoint Conference. Il gruppo su facebook sta iniziando a contare molti iscritti, tra cui ancora pochi italiani … ma questa oramai è cosa nota. E’ un occasione molto importante, la conferenza quest’anno ingloba ufficialemte anche la Office Developer Conference e rappresenta un’ottima occasione per muovere subito i primi passi con la nuova Application Platform made by Microsoft. La partecipazione alla conferenza è un ottimo momento di training ma anche una delle poche occasioni di confronto e di dialogo tra le diverse comunità di professionisti del settore. Se non ci vediamo a Las Vegas … magari, vi racconterò dei soldi che avrò perso al tavolo del Blackjack in occasione della prossima edizione della conferenza italiana!