Archive for July, 2008
Knowledge Box – Dolomiti Edition 2008
Jul 31st
Metodologie, Tecnologie ed Esperienze
di Knowledge Management
Un evento organizzato da it Consult, in collaborazione con Microsoft e Systems
PRESENTAZIONE
Knowledge Box Dolomiti Edition 2008 è edizione territoriale di Knowledge Box, il convegno centrato sulla tematica del Knowledge Management. Aperto alla partecipazione di manager, professionisti e ricercatori, affronta la Gestione della Conoscenza sia da un punto di vista teorico che metodologico, ponendo particolare attenzione alla presentazione di esperienze e tecnologie.
DOVE SI TIENE
Knowledge Box Dolomiti Edition 2008 si tiene dalle 14 alle 18 presso la sede della Assoimprenditori Alto Adige
Via Macello, 57 – BOLZANO
La sede del convegno è raggiungibile in auto (parcheggio disponibile nelle vicinanze) e con i mezzi pubblici.
Indicazioni per arrivare
REGISTRAZIONE
La partecipazione è GRATUITA previa compilazione del
MODULO DI REGISTRAZIONE
Miami Beach
Jul 30th
Tra pochi giorni io e PAPI ce ne andremo a Miami Beach. Come al solito sto utilizzando travel yahoo come *trip planner* e devo dire ancora una volta che è realmente entusiasmante ed utile. Ancora sto aggiungendo piccole tappe ma pensiamo anche di stare un paio di giorni verso Key West.
Saremo li dal 9 al 20 di agosto ed abbiamo in mente di visitare anche le Everglades oltre che le Key Biscayne per poi goderci infine la spiaggia di south beach.
Il blog non chiude *ufficialmente* anche se mi è stato vietato di portami qualsiasi apparecchio elettronico (a parte la mia fedele CANON) quindi molto probabilmente se mi viene in mente qualche cosa in un modo o nell’altro farò in modo di scriverla ;-)
Intanto se qualcuno di voi è già stato da quelle parti magari ha qualche buon consiglio da girarmi?
Ciao e buone vacanze,
-Romeo
SharePoint two-way synchronization
Jul 30th
Si è detto molto dei vantaggi dei Business Data Catalog e dell’enorme potenzialità che il loro utilizzo apporta nella nostra organizzazione, sopratutto quando ci troviamo a gestire una grande quantità di dati che derivano da diverse applicazioni di back-end. Si è detto poco invece di una delle mancanze che ancora oggi pesano su questa scelta: l’impossibilità di avere una sincronizzazione two-way (lettura-scrittura) dei dati. Qtesto *minus* ha spinto molte ISV a cimentarsi con questa problematica che in realtà, diventa una richiesta fondamentale, in tutti quei scenari in cui si ha la necessità di *lavorare* con il dato acquisito in maniera del tutto autonoma/automatica rispetto alla sua rappresentazione a livello appliccativo.
In questi ultimi giorni ho avuto modo di toccare con mano il lavoro della Santin e Associati la quale presenterà alla SharePoint Conference uno dei suoi prodotti più *smart* che vanno ad estendere Microsoft Office SharePoint Server in quei scenari dove la necessità di *sincronizzare* i dati è un requisito fondamentale oltre che un *plus* funzionale: mi immagino quindi scenari abbastanza complessi in qui la presenza di diversi DBMS (SQL, ORACLE) spesso rende il lavoro delle consulenze esterne ad hoc molto oneroso senza avere garanzie di supporto soddisfacenti.
Il prodotto si chiama DbWebPart. Si tratta di una web part che permette di accedere a DBMS diversi attraverso comuni protocolli (ODBC, OleDB) in modalità *no-code*.
Supporta funzionalità di tipo CRUD sulle righe, con autorizzazioni sull’accesso ai dati e visibilità controllata dei dati, definizione dei form di inserimento/modifica/visualizzazione (con un editor drag&drop), ricerca, filtraggio sulle colonne (stile Excel), supporto multilingua, scripting, stili CSS e template predefiniti, oltre alle funzionalità di lookup su tabelle database o liste sharepoint, import/export dati via CSV, stampa dei dati (reports) in formato DOC (a breve DOCX) e PDF. Visualizzazione di dati ad albero e/o semplici grafici (torte, linee, istogrammi), interazione drag&drop tra le tabelle e tramite collegamenti, configurazione via XML per attività inerenti la migrazione/esportazione/importazione di dati.
Essendo scritta completamente in ASP.NET e AJAX può anche essere integrata in applicazioni ASP.NET classic.
I vantaggi sono principalmente:
- Riduzione dei tempi di sviluppo e della complessità
- Utilizzo facile di Sharepoint/WSS in ambiti applicativi transazionali
- Integrazione di ambienti eterogenei (es.: iSeries)
- Facilitazione nell’adozione di Microsoft Office SharePoint e WSS
Mi pare che Massimo abbia centrato in pieno il problema e risposto con una solzuioen realmente efficiente, sopratutto in quei scenari in cui diverse scelte tecnologiche spesso rallentano la produttività individuale e nascondono dati sensibili a molti ruoli dell’organizzazione aziendale.
SharePoint Conference: Early bird!
Jul 30th
Per partecipare alla Microsoft SharePoint Conference 2008 è necessario iscriversi attraverso il modulo di registrazione:
Il costo di partecipazione è:
- 480€+IVA per le iscrizioni pervenute entro il 20 luglio 2008
- 540€+IVA per le iscrizioni pervenute entro il 10 settembre 2008
- 600€+IVA per le iscrizioni successive al 10 settembre 2008
Il pagamento può avvenire con bonifico bancario anticipato o carta di credito (VISA, MasterCard, AMEX).
Per qualunque tipo di informazione potete scrivere una email all’indirizzo info@sharepointconference.it, fornendo un eventuale recapito telefonico qualora la vostra richiesta preveda l’esigenza di un colloquio diretto. Il nostro personale provvederà a contattarvi direttamente in tempi brevi.
La gestione delle iscrizioni è affidata a EventHandler S.r.l., società che cura l’organizzazione della Microsoft SharePoint Conference 2008.
l’infame e suo fratello
Jul 24th
Ieri sera è andata in onda una puntata abbastanza particolare di “la Storia siamo noi“. Il servizio presentato da Gianni Minoli ha riportato alla cronaca uno dei fatti più importanti della storia italiana e del rapporto con le Brigate Rosse: quella del pentimento di Patrizio Peci e dell’uccisione di suo fratello Roberto. E’ stato *doppiamente* importante per me percorrere un pezzo di storia della mia città (San Benedetto Del Tronto) in quanto la famiglia di Peci è del posto. La bambina di cui si parlava in quel servizio, la figlia di Roberto che non ha mai avuto modo di conoscere il padre oggi ha 27 anni e studia a Bologna (mi pare di ricordare), anzi ricordo bene che per un pò di anni ci parlavo anche assieme ogni tanto, ci frequentavamo. Ho una sensazione strana, da ieri sera penso che mi son perso un pò di storia sia della mia città che dell’Italia, credo che avere la cultura dei fatti oggi sia più importante che mai e sinceramente mi pento di non aver capito bene prima in che situazione si poteva trovare Roberta quando parlavamo del più e del meno in apparente spensieratezza.
OpenXML in pillole
Jul 23rd
Spesso mi capita di dover ascoltare o leggere amenità sulla questione OpenXML e l’impatto che quest’ultimo ha sul mercato delle soluzioni per l’Office Automation. In fondo al post ho condiviso alcune slides cosi da contribuire un pochino all’enorme confusione che c’è oggi sull’argomento Open XML, standard e Document Management in generale.
Vorrei iniziare facendo chiarezza sui mille acronimi che sono di contorno ad OpenXML, intendo: WordML, OOXML, ECMA 376 ed in fine ISO/IEC 29500. OpenXML è il corretto nome da attribuire al nuovo formato documentale xml based redatto da Microsoft circa due anni fa e poi approvato come standard ECMA con il nome di ECMA 376. OpenXML sta a ISO/IEC 29500 come ODF sta a ISO/IEC 26300 mentre Office OpenXML è un acronimo che non *dovrebbe* essere più utilizzato in quanto non più di rilevante afferenza con il prodotto Office e con la proprietà stessa di Microsoft. WordML invece fu uno dei primi esperimenti di *esportazione* del formato binario in XML ma niente a che vedere con il moderno concetto di Open Packaging. Per intenderci, gli oramai vecchi Smart Document avevano una rappresentazione del documento in WordML, ma parliamo di qualcosa che si avvicina più al concetto di portabilità che interoperabilità.
ISO/IEC 29500 ancora non è stato pubblicato ufficialmente da ISO come standard, in quanto, nonostante sia stato promosso con la maggioranza dei voti all’ultimo BRM di Ginevra, l’ufficializzazione si è bloccata su di una discussione nata dall’appello proposto da 4 nazioni afferenti ai comitati internazionali e contrarie alla sua pubblicazione.
La versione attuale di Microsoft Office 2007 implementa le specifiche rilasciate da ECMA che sono abbastanza diverse da ciò che è uscito dai lavori dei national body durante il ciclo di approvazione di ISO/IEC 29500. Quindi il *prodotto* Microsoft Office 2007 non può essere considerato compliant con lo standard ISO e questo non è un *male* anche perchè i tempi di rilascio del prodotto e dello standard attraversano una time line di quasi due anni. Questo capita anche dall’altra parte (Open Office) . A riprova di quanto affermato in queste righe vi rimando ai risultatii di due smoke test effettuati da Alex brown: il primo riguarda il binomio Microsoft Office 2007/OXML, il secondo riguarda Open Office/ODF.
Alcune novità in questi ultimi mesi hanno rilanciato la sfida di Office 2007 verso il mercato degli standard *de jure*, infatti sembra che i prossimi rilasci delle Service Pack per Office 2007 includano molte funzionalità che estendono ulteriormente i formati documentali supportati.
Open XML si porta dietro un movimento di sviluppo ben definito e supportato da Microsoft con tanto di commnunity, SDK e relativa roadmap. Non si tratta quindi solo di un acronimo o qulcosa da utilizzare quando non ci si ricorda del nome del rispettivo standard ISO è un vero e proprio formato documentale di nuova generazione.
Chiarito questo punto, per me fondamentale, vorrei portarvi a riflettere su ciò che realmente può rappresentare un formato aperto e libramente disponibile quando parliamo di Microsoft e della sua proposta per il document management. Le componenti dell’offerta Microsoft che più si avvalgono delle potenzialità di questo nuovo formato (escluso naturalmente Office) sono essenzialmente tre: Microsoft Office SharePoint Server, Windows Workflow Foundation ed Infopath.
Collegare questi tre diversi prodotti ad altrettante soluzioni offerte da ISV risulta essere convenitente sia in termini di produttività che time-to-market non chè interoperabilità verso fonti dati esterne al domnio di applicazione. Nell’ultima slide della presentazione (vedi sotto) c’è proprio un esempio di come un processo di disegno, modellazione e fruizione di un documento può beneficiare di uno scenario di collaboration costruito attorno alla tecnologia Microsoft.
Ultimo ma non per importanza è il risvolto che un formato documentale di questo tipo ha nel campo della Pubblica Amministrazione. Recentemente la versione 1.7 del PDF è divenuto Standard ISO 32000-1, questo significa che circa il 90% dei Personal Computer attivi che hanno installato i circa 1.4 miliardi di Acrobat Reader oggi hanno la possibilità di mantenere inalterato il proprio investimento (in questo caso 0 euro) e concorrere alla formazione di un patrimonio documentale costruito sopra uno standard. La PA è una di quelle organizzazioni vincolata da una stretta normativa sull’utilizzo di firme digitali sia per l’archiviazione documentale che per la conservazione sotittutiva dei propri atti, anche qui dal 2005 il PDF/A , standard ISO/DIS 19005-1 è la risposta. Cosa cambia con l’avvento di un ulteriore formato documentale? Cambia e di molto, il campo di adozione di un formato xml based è molto più vasto e gli scenari di utilizzo offrono potenzialità molto più ampie. La stessa Microsoft a breve rilascerà un subset di specifiche per la Firma digitale secondo la vigente normativa italiana e queste getteranno le basi per una livellazione normativa assieme a PDF/A e P7M. Il concetto di interoperabilità regolato dal CNIPA si modella a perfezione sui nuovi standard documentali che faranno si di non vincolare le scelte strategiche della PA Centrale verso le proprie sedi perifiche a seconda del proprio sistema informativo ma esclusivamente basandosi sul flusso documentale, che a questo punto non sarà più percepito come vincolo tecnologico ma ben si come reale canale di comunicazione.
Dinamiche di interrelazione tra blogosfera e mediasfera
Jul 23rd
Anna Totaro, del Centro Universitario per le Ricerche sulla Sociologia del Diritto, dell’Informazione e delle Istituzioni Giuridiche (Cirsdig) è autrice di un interessante articolo dal tiolo “Dinamiche di interrelazione tra blogosfera e mediasfera”. La versione completa è scaricabile qui, di seguito alcune informazioni sul documento e sull’autrice. Buona lettura!
Contenuti
Obiettivo del paper è tracciare le principali ridefinizioni stimolate dall’inclusione dello strumento blog all’interno del mainstream media, per individuare nuove pratiche d’uso che derivano dall’utilizzo di questo format comunicativo. In particolare, la prima parte mira a delineare le diverse tipologie dei blog d’informazione e il loro impatto nella più ampia cornice dell’informazione online. La seconda parte si concentra sulle dinamiche di interrelazione tra mediasfera e blogosfera, al fine di comprendere – attraverso un’indagine esplorativa sui blog dei giornalisti aperti
nelle edizioni online dei quotidiani italiani – i risultati di questa contaminazione, sia sotto forma di codici espressivi, che di pratiche d’uso..
L’autrice:
Anna Totaro è dottore di ricerca in Scienze della Comunicazione. Svolge attività di studio e di ricerca sul ruolo delle nuove tecnologie di rete nella costruzione di relazioni sociali presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione, Sapienza Università di Roma. Si occupa, inoltra, del coordinamento d’area dei corsi di Alta Formazionee dei Master promossi dal Dipartimento di Sociologia e Comunicazione e dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione, Sapienza Università di Roma, in merito al Sistema di gestione della Qualità, ai sensi della normativa UNI EN ISO 9001:2000. E’ autrice del saggio “Personal vs. social. Un’analisi del blog tra individualismo e relazioni sociali” (Quaderni di Sociologia, Vol.LI, 44, 2007).
Microsoft SharePoint Conference & Facebook
Jul 22nd
Da qualche giorno è online un piccolo spazio su facebook dove sarà possibile trovare di tutto sulla conferenza in programma per il 2/3 ottobre a Milano. Iscriviti ed unisciti a noi!!!!
How I Got Started in Software Development?
Jul 22nd
Grazie Andrea ora mi tocca dire la verità, tutta la verità!
How old were you when you started programming? A quale età hai cominciato a programmare?
Diciamo che la prima relazione intima che ho avuto con un personal computer fu all’età di 12 anni. Dopo la cresima mia madre mi regalò l’Amiga 500 e da li inziai a toccare con mano quei piccoli dischi di plastica nera. Passavo il tempo tra un workbench, che mi spiegava il concetto di diramazione delle cartelle ad albero, ed una partita a kick-off… quando un giorno fui colpito da una idea strabiliante: replicare su quel computer ciò che di sera cercavo di vedere indisturbato in TV mentre mio padre e mio fratello ridevano dietro alla porta del salotto. Erano gli anni di “colpo grosso” e …. cin cin cin cin riempimi di baci…. e sognavo finalmente di vedere indisturbato in camera da solo i pessi più piccanti del programma e magari soffermarmi più di mezzora su delle singole immagini. La storia si concluse con un accordo pagato a caro prezzo tra me ed il rivenditore di computer della mia zona, che riusci a trovare una soluzione ottimale al problema. (non vi posso dire quale però!!)
How did you get started in programming? Come hai cominciato a programmare?
Sono uno di quelli che ha scritto le prime righe di codice alla scuola superiore nelle ore di programmazione all’ITC del mio paese. Me la cavavo nell’utilizzo di DB2 e COBOL mentre mi stava altamente sulle palle la logica di Lotus 1,2,3
What was your first language? Qual’è stato il tuo primo linguaggio di programmazione?
COBOL e BASIC, dipendeva molto dall’umore del prof.
What was the first real program you wrote? Qual’è stato il primo programma vero che hai scritto?
Qui occorre saltare di pari passo 4/5 anni e finire diretti all’Università. Non ho come quasi tutti un background da geek ho conosciuto l’informatica *applicata* quasi per caso. Il primo programma che mi ha dato la possibilità oltre che superare il rispettivo esame di programmazione anche di conoscere il mondo del lavoro fu una web application scritta in ASP su MSSQL Server 2000 per un reparto di cardiologia della mia provincia. Hanno utilizzato per qualche tempo, prima di indire una vera gara, uno dei miei moduli per la ricerca di anamnesi pazienti. Una grande soddisfazione che mi ha iniettato enorme fiducia nelle mie capacità e fatto capire il gap tecnologico della sanità italiana!
What languages have you used since you started programming? Quali linguaggi hai usato da quando hai cominciato a programmare?
COBOL, BASIC, Visual Basic, JAVA, VB.NET / C#
What was your first professional programming gig? Quando è stato il tuo primo vero lavoro da programmatore?
I primi soldini li ho iniziati a fare all’università, giravo tra le facoltà in cerca di contratti e borse di studio facendo di tutto. Molto lo devo al Centro di Calcolo di UNICAM che ha saputo lasciarmi spazi su cui sperimentare molto.
If you knew then what you know now, would you have started programming? Con il senno di poi, rifaresti lo stesso il programmatore? Ricominceresti a programmare?
In generale rifarei tutte le scelte professionali / tecnologiche che ho compiuto fino ad oggi anche se non rimpiangerei ad oggi una vita dedicata all’agricoltura: le due cose hanno molto in comune.
If there is one thing you learned along the way that you would tell new developers, what would it be? Se ci fosse una cosa che hai imparato nella tua carriera e che vorresti dire ai giovani programmatori, cosa diresti?
Mi rivolgo ai giovani come se parlassi a mio nipote che oggi ha 7 anni: Cerca di capire bene se questa per te è una *professione* o una *passione*. Vivi sempre in funzione della seconda, qualsiasi cosa essa sia, difficilmente te ne pentirai. Preparati a cambiare strada spesso alla ricerca di ciò in cui credi veramente.
What’s the most fun you’ve ever had … programming? Qual’è la cosa più divertente che hai programmato?
Se si intende divertente nel senso di buffo e inutile : niente! Non mi diverte passare il tempo a programmare anzichè fare altro.
Now, let’s tag someone else… Adesso è l’ora di taggare qualcun’altro…
Credo che Marco, Vittorio, Massimo e Gabriele abbiano molto da dire a riguardo
new generation search interface: google ci riprova
Jul 21st
Ci risiamo, Google riprova a imporre i suoi *design pattern* del web, questa volta puntando dritto dritto al cuore del suo primo business *Search User Interface*. Techcrunch riporta dei test condotti da Adrian Pike, CTO della startup Tatango, su di una nuova interfaccia grafica e funzionalita ancora embrionali di ciò che Google ha in mente di proporre al grande pubblico.
Ne parlavo a gennaio dei compromessi dell’epoca del web 2.0:
Forse l’economia va un pò troppo a braccetto con l’IT e forse oggi per fare innovazione occorrono grandi capitali. Edison aveva vita più facile! Allora forse il web 2.0 può essere considerata come un’era in cui tutti i big si sono dati una pausa di riflessione e hanno fatto lavorare gli altri su di un modello di business creato alla perfezione, per vedere cosa tirar fuori tra 3 anni, questa volta con una planetaria campagna di marketing a buon prezzo, a volte anche gratis. Diciamo che hanno imparato dal .com “era” ed invece di creare un quinquennio di recessione hanno inventato un quinquennio di marketing per tirar fuori qualcosa che questa volta coinvolga tutti.
Cosa sarà, come sarà, quando ce lo faranno toccare? Non lo so, non saprei rispondere ma ragionandoci un pochino forse siamo vicini al momento in cui i servizi on-line saranno il nostro nuovo motore di ricerca personale e ognuno di noi potrà utilizzare un pezzettino del web per crearsi il proprio mondo virtuale.
Le innovazioni che Google mette sul mercato hanno un impatto talmente grande ed importante che sono in grado di smuovere le abitudini (sociali/professionali) di noi tutti. Il business che muove Google è immenso ma sembra che di tutto ciò (Identity, trust) sembra non se ne occupi nessuno e tutti intanto vorrebbero provare a giocare con ciò che sarà a breve la loro nuova identità.
