Archive for April, 2008

SharePoint Technical Workshop

Il 27 maggio si tiene ad Agno (svizzera) un workshop gratuito su Microsoft Sharepoint Server. Un seminario composto da una serie di sessioni tecniche di taglio pratico, dove Igor e Nicolai Brignoli spiegheranno attraverso esempi concreti come sfruttare gli strumenti Microsoft per la condivisione delle informazioni, per la collaborazione e incrementare la produttività individuale.

Agenda e registrazione

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Office Business Application: josh Protocol!

Ho il piacere di condividere assieme a voi la soddisfazione che ho nel vedere josh Protocol! nella OBA unit di Microsoft. Ovviamente è presente anche josh che proprio in questi ultimi tempi ha fatto presa anche in Spagna ;-)

Le professioni del Web 2.0

Riporto quasi completamente l’articolo di Microsoft PMI sulla questione *nuove professioni* nell’epoca del web 2.0! Si fa riferimento a posizioni a mio avviso al limite dell’immaginabile senza altresi considerare i risvolti professionalizzanti di un percorso di questo tipo.

…Per questo motivo gli specialisti dei mondi virtuali sono in genere persone giovane, che sono cresciute con internet e sanno percepirne al meglio le potenzialità. «È un lavoro che richiede decisioni rapide», prosegue, «in quanto calato in un contesto in continuo cambiamento». Webank ha creato sulla community Myspace uno spazio incentrato sulla figura di W@bbie, un terrier con al collo un medaglietta a forma di salvadanaio che vive all’interno del suo blog e di strisce fumettistiche che ruotano attorno ai temi della finanza personale. La novità di queste figure professionali rende difficile una classificazione per inquadramento e livelli retributivi….continua

 

Le nuove figure professionali:

  • Project manager dei mondi virtuali
  • Event manager
  • Builder
  • Scripter
  • Specialisti del web 2.0

Ammetto che non è entusiasmante leggere di queste nuove attività, cosi poco *realistiche*

Where Do You Fit? I’m Connectors

Amate o soffrite la tecnologia?

I’m Connectors…ed è vero!

Based on your answers to the questionnaire, you most closely resemble survey respondents within the Connectors typology group. This does not mean that you necessarily fit every group characteristic.

Connectors make up 7% of the American public.

Basic Description
The Connectors’ collection of information technology is used for a mix of one-to-one and one-to-many communication. They very much like how ICTs keep them in touch with family and friends and they like how ICTs let them work in community groups to which they belong. They are participants in cyberspace – many blog or have their own web pages – but not at the rate of Omnivores. They are not as sure-footed in their dealings with ICTs as Omnivores. Connectors suspect their gadgets could do more for them, and some need help in getting new technology to function properly.

Defining Characteristics
Connectors combine a sense that information technology is good for social purposes with a clear recognition that online resources are a great way to learn new things. Their cell phones have a lot of features, and they also try new things with technology; more than half have watched TV programming on a device like a laptop computer or cell phone.

Who They Are
Connectors, which make up 7% of the population, have a median age of 38, with a majority (54%) in the 30-49 age range. Ethnically, it is mostly white (72%); 16% are Black and 12% are English-speaking Hispanics. The typical Connector has been online for 9 years, which suggests they were a second-wave of late 1990s adopters. Most are women (55%) and they rate above average in educational attainment and income.

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Prove di campionatura

Ho terminato ora di leggere il post di Marco Varone sulla questione *Cum grano salis* o meglio sul come non sia banale analizzare alcuni dati nella rete. L’esempio che pone somiglia un pochino al votantoniolatrippa di qualche giorno fa e mi ha fatto riflettere sul senso della *campionatura* della rete. Quale strumento può essere utilizzato per meglio *campionare* la rete in vari sotto sistemi, magari afferenti a precisi e ben definiti spazi, comunità?

Aggiornare wikipedia…

…beh, non propria tutta! Solo alcune difinizioni:

Prima:

odf description: before

Dopo:

odf descritpion: after

Mi auguro che la netraulità della rete tenga fede ai suoi impegni!

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DevCon 2008: bridge the gap

Dal 27 al 29 maggio si tiene a Milano l’ottava edizione della DevCon, la principale conferenza italiana per i professionisti delle tecnologie Microsoft. Io ho avuto la fortuna di partecipare a due edizioni ed il bagaglio culturale ed esperienze pratiche che mi son portato dietro a fatto si che in quei periodi avessi tutte le carte in regola per affrontare con tranquillità la progettazione di soluzioni per i prossimi due/tre anni. E’ uno di quei eventi in qui è essenziale partecipare attenti e sopratutto essere predisposti a mettersi in gioco con continue demo e interventi davvero *insider* su argomenti del tipo: WCF, WinWF, LINQ, Microsoft Office SharePoint Server, IIS7, Silverlight, ed altro ancora!

Per informazioni:

…dimenticavo, quest’anno l’evento è ospitato nella sede milanese di Microsoft, ottima scelta!

Knowledge Box Spring 2008: Atti del convegno

Per quanti interessati, qui sono disponibili tutti gli interventi del convegno.

KnowledgeBox 2008, si chiude il sipario

Siamo alla conclusione del convegno, vi giro alcune considerazioni circa quet’ultimo KBox. Nonostante il boigottaggio di roberdan che preferisce le finlandesi a noi, quest’anno c’è stato il record di iscritti *attivi*, vorrei ringraziare quindi tutti i partecipanti al convegno anche per le interessanti chiaccherate ed approfondimenti che ci siamo fatti durante i lavori.

Tra qualche giorno le slides del convegno saranno presenti sul sito aziendale, intanto vi giro il link alle mie su slideshare

Mariano Corso come sempre è stato fantastico e i dati dell’Osservatorio Enterprise 2.0 sono entusiasmanti, comunque ne parlerò più avanti. Anna Rovella ha tenuto un intervento molto interessante su ciò che vuol dire Protocollo Informatico oggi e di come politiche di Business Process Management possono essere decisive per il Nuovo Codice delle Amministrazioni Digitali.

Ci vediamo al prossimo KBox a Milano!

Lettera aperta a Lucio Stanca

Egregio Senatore Stanca,

voglio esprimerle gratitudine per il lavoro che ha svolto nell’ultima legislazione in cui ha ricoperto il ruolo di Ministro per l’Innovazione, nella quale ha dato il via al lungo processo di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione Italiana attraverso la stesura del Nuovo Codice delle Amministrazioni Digitali. Ancora oggi l’attuazione dello stesso programma, in parte promossa dal precedente governo, ha fatto si che gli elevati costi iniziali della politica da lei promossa stia oggi riscuotendo i primi benefici, in termini di efficienza e efficacia dei processi amministrativi che sono stati inclusi in questa nuova visione della politica digitale senza consierare il risparmio, se pur lieve, in materia di Archiviazione Elettronica e Conservazione Sostitutiva.

Le scrivo oltre che da cittadino, da informatico quindi da persona a lei vicina dal punto di vista di ratio nel suo significato più ampio.

In vista della sua candidatura a Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie per la prossima legislatura, mi permetto di condividere assieme a lei alcuni spunti, frutto di ragionamenti e vicissitudini di chi, come lei, si mette al servizio della comunità per far si che processi decisionali, produttivi, informativi complicati ed arguti diventino lineari e facilmente assimilabili con l’utilizzo di sistemi informativi efficienti ed efficaci.

Inizio con il condividere assieme a lei l’idea che i progetti di e-Government degli ultimi anni hanno fallito in molti punti: sostenibilità, benefici per fare alcuni esempi e che questo è dovuto soprattutto ad un disallineamento dei principali soggetti politico-amministrativi nei confronti della grande innovazione che i progetti finanziati andavano ad apportare.

Si è fatto il passo più lungo della gamba per dirla in termini poco formali. Il pensare di svecchiare la Pubblica Amministrazione e nello stesso tempo proporre al cittadino nuove interfacce digitali e dirette verso l’Amministrazione Centrale e Locale è stato un pensiero buono ma non applicabile nel nostro paese a causa dei meccanismi sociali che governano il concetto di lavoro nella nostra società pubblica. Spesso mi è capitato di progettare e ideare sistemi informativi che automatizzassero alcune procedure chiave nella vita di un cittadino italiano, molte di queste soluzioni centravano le direttive del Nuovo Codice delle Amministrazioni Digitali ed il risultato molto spesso è stato quello di proporre una soluzione totalmente disallineata da ciò che le regioni, provincie, comuni erano realmente pronti a sostenere in termini appunto di mantenibilità, competenze, politica e benefici per il cittadino. La politica da parte sua ha influito anche qui negativamente in questi ultimi anni, ha fatto si che si creassero enormi apparati WI-FI in zone montane ed anche in grandi centri industriali e metropolitani, senza considerare il fatto che se da una parte alcuni di questi comuni avessero circa l’80% di abitanti al di sopra dei 65 anni dall’altra i grandi centri urbani da tempo permettono l’accesso alla banda larga semplicemente adottanto partnership con grandi fornitori locali ed internazionali, senza per questo rinunciare alla soddisfaciliblità del bisogno, anzi del nuovo diritto digitale di comunicare.

Di soluzioni ce ne sono molte, è strano che in questi ultimi anni non sia stata considerata l’opportunità di centrare obiettivi differenti, più piccoli, in un periodo di poco maggiore, non è strano invece se guardiamo questo fenomeno dal punto di vista politico: difficilmente può essere accettato un progetto realmente sostenibile se questo abbracci più legislature, il perchè è molto banale, evito quindi di spiegarlo.

Dalle intenzioni espresse dai principali leader politici credo che ora ci siano le basi per ri-organizzare in maniera efficiente le nuove azioni in materia di Innovazione e Tecnologia magari e questo è un mio consiglio, mirando distintamente a due fasi di intervento: la prima mirata al raggiungimento degli obiettivi proposti in materia di e-Government che coinvolga l’interno della Pubblica Amministrazione Centrale e Locale e che possa realmente creare un modus operandis comune che guardi con maggiore attenzione all’efficienza dei processi informativi interni all’amministrazione; la seconda mirata all’allineamento del’attività quotidiana del cittadino ai nuovi processi della vita sociale e politica della nostra nazione, penso al voto e scrutinio elettronico, penso all’unificazione della Carta d’Identità Elettronica con la Carrta Nazionale dei Servizi e tutti quei programmi che mirano seriamente alla formazione e presa di coscienza da parte di tutti di una vera e propria identità digitale, precisi meccanismi di interoperabilità tra i processi amministrativi e quelli sociali. Si dovrebbe cosi raggiungere una situazione ideale che permetta al CNIPA di agire su specifiche attuazioni legislative senza considerare come vincolante il loro impatto sui processi amministrativi in vigore.

In ultimo vorrei sottoporle il delicato problema dell’adozione di tecnologie cosidette open nei confronti di quelle closed. Si è detto e scritto molto in questi ultimi anni, soprattutto da quando il termine open è entrato nella vita politica italiana e ahimè in alcune campagne elettorali. Come persone che fanno tecnologia e non la subiscono credo pensiamo entrambi che la scelta di una tecnologia, ad esempio un formato documentale debba essere dettato dal preciso dominio applicativo di riferimento e non debba essere condizionato da normative. Mi capita spesso di percepire una divisione netta tra il bene e il male, tra il bianco e il nero, in posizioni prese a priori da aziende che fanno delle questioni sociali il proprio business.

Il mio ultimo suggerimento sta proprio nel cercare portarla alla riflessione su questa delicata questione, il saper intravedere le potenzialità di una soluzione tecnologica a prescindere dalle ideologie è sintomo di quella neutralità della rete che porta solo al bene comune, a qualcosa di realmente sostenibile dal punto di vista sociale e realmente mantenibile dal punto di vista tecnologico. Mai un paese democratico dovrebbe interessarsi in maniera cosi invasiva, come è accaduto in questi ultimi anni in Italia, di tecnologie dal punto di vista normativo, è impensabile forzare l’adozione di una o dell’altra soluzione a livello di legge. Significherebbe, a mio avviso, porre sullo stesso piano necessità diverse e soluzioni comuni, sappiamo bene entrambi che oggi più che mai la dinamicità del campo tecnologico non ci permette di aottare una comune e continua tecnologia per gli anni futuri ma ben si di esaminare politiche a breve termine che rispondano in maniera efficiente ai problemi reali che ci vengono posti di fronte oggi, adesso.

Concludo questa lettera con la speranza che lei, a differenza dei suoi pedecessori, consideri la possibilità di dare vita ad uno spazio personale online sul quale informare in prima persona  i suoi lettori delle sue idee, delle sue passioni, dei suoi problemi, in modo da condividere assieme questo importante impegno che spesso, lo sappiamo bene,  porta a decisioni importanti e che meritano di essere discusse assieme.

Buon lavoro,

Romeo Pruno