Oggi la metodologa ASP (Application Service Provider) per la distibuzione ed uso delle applicazioni è molto integrata anche a livello PA ed in particolare per i prodotti di gestione documentale, leggi Protocollo Informatico. Lo stesso CNIPA propone un servizio di Protocollo Informatico via ASP completo di tabelle comparative in termini di costi ed ipotesi di calcolo.

Tuttavia la situazione dell’azione istituzionale in Italia, al 2005, non è delle miglliori in quanto si è cercato ad oggi di aggredire letterarmente il *mercato* a mio avviso con una serie di iniziative che hanno poco in comune con la tecnologia se non il fatto che hanno dei costi, rilievi politici e quindi introiti di molti tipi. Proporre un sistema informativo (perchè di questo si tratta) che nel bene o nel male agisce in termini di organizzazione e trasparenza aziendale non può essere preso cosi alla leggere (vedi esperienzza del CNIPA).

Essenzialmente esistono due metodi per usufruire di una qualsivoglia applicazione via ASP, il primo riguarda l’utilizzo essenzialmente dell’interfaccia web (via SSL magari, o altro..) oppure creando una VPN alcune sono delle vere e proprie wan. La prima modalità citata, per qualsiasi piattaforma di protocollo informatico, è impossibile da proporre, nel senso che già la trattazione di documenti cartacei è di per se difficile da immaginarsi figuriamoci se pensiamo ad un completo strumenti di BPM a livello, ad esempio regionale!!

L’unica via possibile a mio avviso è l’utilizzo del secondo calanle di fruizione, cioè la VPN ma qui possono inziare i problemi sia strutturali della piattaforma che si mette a disposizione e sia dell’efficienza in termini di tempo dell’azione amministrativa. 

Dare in ASP un servizio di questo genere via VPN non è cosa facile, a monte tutto il lavoro deve essere demandato ad una architettura software altamente efficiente e modulabile, oltretutto scalabile. la divisione logica che viene apportata dalla divisione di Aree amministrative in AOO (Aree Organizzative Omogenee) serve a poco, in quanto comunque una concezione esatta del Protocollo Informatico pone ogni AOO al centro delle funzioni della propria area di competenza e quindi ragiona come se ci fosse una mini installazione del prodotto per ogni grande area… ritorniamo punta e a capo.

Oggettivamente, sconsiglio una scelta di questo tipo e vi dico anche il perchè: Il CNIPA in questi anni ha erroneamente dato un significato *di parte* al concetto di ASP e che non comprende gli altri prodotti già presenti nel mercato. Il CNIPA offre insomma una soluzione software (lo chiamerò prodotto) realizzata in maniera spesso non conforme alla stessa direttiva di legge e che di tutti e quattro i livelli di attuazione del Protocollo Informatico ne è compliant per ognuno la, sempre la minima parte. Per intenderci i 4 punti di adozione sono:

  • Nucleo minimo
  • Document Management
  • Workflow Management
  • Business process Management

Con il proprio prodotto il CNIPA non si assume minimamente il rischio di *impresa* ma delega molte attività ai vari e sperperosi centri di informatica provinciali e/o regionali che mal si avvalgono dell’etichetta di ASP. I dati di Assinform per il 2007 parlano chiaro.

Se avete intenzione (e fate benissimo) di attivare il Protocollo Informatico all’interno della vostra organizzazione pubblica dovete puntare sempre su di un prodotto che oltre a recepire in pieno le direttive del Codice delle  Amministrazioni Digitali abbia dalla parte infrastruttura delle componenti software che non impediscano ai vostri dipendenti di aumentare la produttività in maniera del tutto naturale senza entrare in procedure di flussi documentali complicate e sopratutto utilizzando un canale di fruizione legato ai mille vincoli infrastrutturali che in ogni organizzazione sono presenti.

Ancora e questa è forse la parte più importante che tante volte viene distorta attraverso una errata lettura legislativa è proprio quella dell’Interoperabilità tra le Pubbliche Amministrazioni. L’interoperabilità per la quale il Protocollo Informatico rappresenta, oggi, in Italia la punta di diamante sta proprio nella comunicazione di documenti protocollati tra più Aree Organizzative Omogenee, attraverso l’utilizzo di una procedura di invio/ricezione di notifiche che non nulla hanno a che vedere con quelle rilasciate automaticamente dalll’utilizzo della PEC (Posta Elettronica Certificata). Questo punto è di fondamentale importanza quando vi troverete nella scelta del vostro sistema per il Protocollo Informatico.